La Doll Therapy in RSA: come nasce e perché viene utilizzata


La doll therapy è una pratica non farmacologica che negli ultimi anni ha trovato spazio in diverse RSA, dove viene impiegata come strumento di supporto emotivo in contesti mirati. L’attività si basa sull’introduzione di una bambola terapeutica, progettata per essere morbida, rassicurante e facilmente maneggiabile. La sua presenza può aiutare alcuni ospiti a concentrarsi, a ridurre momenti di agitazione e a vivere la giornata con maggiore stabilità emotiva.

La doll therapy nasce negli anni ’90 in alcuni centri assistenziali del Regno Unito. Gli operatori notarono che alcuni ospiti, soprattutto quelli con difficoltà comunicative o con bisogno di stimoli affettivi, mostravano interesse spontaneo verso bambole morbide e realistiche. Da queste osservazioni è stato sviluppato un approccio strutturato, basato sull’idea che la bambola possa attivare una dimensione di cura e protezione, elementi profondamente radicati nella memoria emotiva delle persone.

L’introduzione della bambola avviene solo quando gli operatori osservano segnali che indicano che l’oggetto potrebbe essere utile: bisogno di rassicurazione, difficoltà a mantenere l’attenzione, momenti di agitazione o ricerca spontanea di qualcosa da tenere vicino.

La bambola viene presentata con discrezione, lasciando che sia l’ospite a decidere se prenderla, tenerla accanto o ignorarla. Questo approccio rispettoso permette di capire se la persona trae beneficio dalla presenza della bambola o se preferisce altri tipi di stimoli.

Quando la doll therapy viene accolta positivamente, può portare diversi effetti utili:

-maggiore tranquillità durante la giornata

-riduzione dell’irrequietezza

-miglioramento dell’umore

-aumento della capacità di rimanere seduti e coinvolti

-stimolazione della comunicazione non verbale

La doll therapy è indicata per ospiti che rispondono bene a stimoli tattili e affettivi, o che traggono beneficio da oggetti che favoriscono concentrazione e calma. Non è adatta a chi non mostra interesse o a chi potrebbe interpretare la bambola in modo non funzionale. Per questo motivo, la valutazione iniziale è fondamentale e l’attività viene sempre adattata alla persona.